Sradicata la botnet Mariposa: arrestati i responsabili

Arriva oggi la notizia della chiusura della "botnet" Mariposa, una rete di "pc zombie" utilizzata per compiere attività criminose. Secondo quanto riferito dai principali vendor di prodotti antivirus ed antimalware, parte della botnet Mariposa erano oltre 13 milioni di sistemi in ben 190 Paesi. I sistemi, una volta infettati, venivano comandati da remoto per compiere le operazioni più disparate a danno di terzi. La polizia spagnola ha arrestato tre uomini con l'accusa di essere i creatori di una delle più grandi botnet al mondo finalizzata alla sottrazioni di informazioni riservate, credenziali bancarie, password e numeri di carte di credito.
Stando ai primi resoconti, Mariposa avrebbe colpito numerosi sistemi di grandi aziende (oltre la metà delle 1.000) ed almeno quaranta importanti istituti di credito.

Rik Ferguson (Trend Micro) ha sottolineato quanto sia significativo il successo registrato nell'operazione che ha portato a sgominare gli autori di Mariposa: "si tratta di una botnent sicuramente di grandi dimensioni", ha commentato l'esperto, "soprattutto se consideriamo che le botnet sono solitamente controllate e sfruttate da più gruppi criminali".

Secondo Trend Micro, così come i principali player attivi nel campo della sicurezza informatica, sarebbe proprio la superficialità con cui l'argomento "botnet" viene visto dagli utenti comuni a contribuire, purtroppo, al successo del fenomeno. In molti sottovalutano il pericolo: ciò appare evidente esaminando qualche dato statistico. Secondo le recenti indagini svolte dai laboratori di Trend Micro, oltre il 75% di tutti i computer infettati da un bot sono in uso presso abitazioni. In tutto il mondo se ne contano decine di milioni. Una volta che il computer viene infettato (gli aggressori usano i vettori di attacco più disparati) esso entra a far parte di una rete mondiale sotto il pieno controllo di uno o più gruppi di criminali informatici.

Chi mette a punto le botnet sa bene come monetizzare "l'investimento". I bot sono progettati, in primis, per rubare i dati di accesso ai servizi di online banking, le credenziali per l'utilizzo di strumenti come PayPal ed eBay, per l'accesso alla webmail o a qualunque altro servizio. Questi tipi di malware possono essere in grado di modificare quanto visualizzato dall'utente durante la navigazione in Rete con lo scopo di sottrarre un più ampio numero di dati personali.
Le reti botnet possono poi essere sfruttate come piattaforme di distribuzione di componenti maligni. Coloro che distribuiscono prodotti antivirus fasulli ("rogue antivirus") o software truffaldini in genere ("rogue software") spesso pagano i gestori di una o più botnet per provocare l'installazione dei malware sui sistemi controllati. Gli "spammer" ricorrono sovente alle botnet per diffondere rapidamente messaggi di posta indesiderati.

Il malware usato per infettare i sistemi e farli diventare parte di una botnet sono spesso realizzato in modo da eludere il controllo dei software antivirus tradizionali. Trend Micro, analizzando circa 100 milioni di macchine compromesse, ha stabilito come molte di esse restino infette, addirittura, per periodi che raggiungono i due anni.

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Virus micidiale colpisce 2500 aziende in tutto il mondo

DALL’EST EUROPA Gli attacchi arrivano da 20 server che vendono dati rubati sul mercato nero

New York. Un micidiale virus ha colpito più di 75mila computer e i server di almeno 2500 aziende in 196 Paesi del mondo, comprese 10 agenzie governative americane.
Il virus, Kneber Botnet, è un complicato sistema di almeno 20 server gestito da hackers dell'Europa orientale che vendono al mercato nero i dati ottenuti tipo numeri di carte di credito, piani aziendali e accessi bancari.

La guerra globale degli hackers a ignari cittadini e dipendenti di aziende è stata scoperta lo scorso 26 gennaio da Alex Cox un ingegnere informatico della NetWitness Corporation, un'azienda con sede a Herndon in Virginia alle porte di Washington che si occupa di sicurezza Internet.

Secondo i responsabili della NetWitness gli hackers gestiscono il loro impero di accesso e conseguente vendita dati carpiti da un centro di controllo in Germania. «Gli attacchi, iniziati circa 18 mesi fa, continuano - ha confermato Tim Balcher, responsabile della tecnologia della NetWitness. Abbiamo avvertito l'Fbi, il Dipartimento di Stato e il Dipartimento per la Sicurezza Interna. Stiamo anche facendo il conto dei danni subiti dalla varie corporations».

Secondo gli ingegneri della NetWitness il virus Kneber colpisce in particolare i computer che usano il sistema Windows XP e Professional SP2.

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Sicurezza e Protezione , Sygate Personal Firewall: gratuito ed intuitivo

Sygate Personal Firewall

Questo firewall di facile utilizzo si presenta come una scelta di qualità per coloro che cercano di proteggersi dalle minacce del Web. L'interfaccia è chiara ed intuitiva, il programma si può disabilitare velocemente tramite l'icona nella taskbar sempre vicino l'orologio.

E' un'applicazione buona per i principianti e non è necessario configurare le impostazioni per iniziare. Quando il Firewall rileva un programma che tenta di connettersi al Web per la prima volta, chiede in tempo reale se consentire o impedirne l'accesso, automaticamente la vostra scelta viene registrata e sarà applicata ogni qual volta lo stesso programma tenterà di riconnettersi ad internet. Gli utenti con una conoscenza più avanzata possono impostare manualmente le autorizzazioni per i gruppi di applicazioni, ad esempio per un determinato raggio di indirizzi IP e protocolli fidàti. Purtroppo, se siete alla ricerca di un'alternativa a Windows Firewall la versione attuale non è compatibile con Windows Vista.

Sygate Personal Firewall non rallenta il computer e sfrutta meno di 10 MB di memoria RAM. In più questo programma consente di mettere una password per proteggere le impostazioni in modo da evitare modifiche da parte di altri utenti, bambini o dipendenti.

Questa versione gratuita, oltre a non essere compatibile con Windows Vista, è aggiornata solo al 2008, ma fortunatamente i firewall non hanno necessità di aggiornamenti costanti come gli antivirus. Un firewall a differenza di un antivirus si limita a gestire tutti gli accessi ad internet, malevoli o non, cioè controlla tutto quello che prova ad uscire dal vostro PC, un'ottima difesa contro i software keylogger e i backdoor.

Sygate, come ogni altro firewall, richiede pazienza da parte degli utenti che lo installano sul proprio PC. Le prime volte è sempre un'pò ingombrante per via dei numerosi messaggi e segnalazioni, bisogna farci l'abitudine. L'unico svantaggio legato ai firewall è che basta un click sbagliato per bloccare totalmente l'accesso ad internet da parte del vostro computer, personalmente consiglio questo programma a degli utenti con medie conoscenze informatiche, penso sia necessari o conoscere almeno la definizione di Internet Protocol, cioè indirizzo IP e naturalmente un'pò di inglese!

L'unica versione gratuita disponibile: Sygate Personal Firewall 5.6.2808, è in inglese ed è possibile scaricarla dal sito Download.com. Il programma richiede una registrazione gratuita e non c'è nessuna scadenza di utilizzo.

Informazione, Tg1: più di 125 mila firme su Facebook per il caso Mills, venerdì la consegna

Gli aderenti all'appello chiedono la rettifica del servizio che ha definito "assoluzione"
la prescrizione per il legale inglese accusato di essere stato corrotto da Berlusconi


Una valigia piena di firme. E' quella che Arianna Ciccone consegnerà venerdì mattina alle 10 ai vertici della Rai. Una valanga di fogli e di faldoni per dare forza alla sua richiesta nei confronti del Tg1 di Augusto Minzolini: "Rettificate, avete dato notizie false sul caso Mills: la prescrizione non è un'assoluzione". E con sé Ciccone porterà anche un computer. Per mostrare cosa è diventata la pagina Facebook aperta sabato scorso: un luogo d'incontro virtuale dove 125mila cittadini in carne e ossa sostengono la sua battaglia contro una manomissione della verità. "Se Garimberti e Minzolini non mi riceveranno salirò negli uffici e lascerò pacchi di firme alle loro segreterie e ai giornalisti". Un atto dovuto "alle tante persone che hanno sottoscritto il mio appello".

Con Arianna Ciccone ci sarà una piccola delegazione. Una "decina di persone", alcune di loro conosciute grazie al gruppo su Facebook. Tra queste anche i membri della "Società Pannunzio per la libertà d'informazione", che, per la stessa vicenda, hanno denunciato Augusto Minzolini all'ordine dei giornalisti del Lazio. E dopo il picchetto alla Rai, il gruppo raggiungerà proprio la sede dell'Odg laziale per consegnare una parte delle firme. "Lì la mia presenza sarà soltanto simbolica, e servirà a dar man forte all'esposto", dice la Ciccone. Che è intenzionata a proseguire la sua battaglia anche dopo la consegna delle firme.

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Windows XP: nessuno tocchi F1!

Se utilizzate Windows XP ed Internet Explorer come browser predefinito, sradicate immediatamente il tasto F1 dalla tastiera del vostro PC, fatelo in mille pezzi con un martello, chiudete ciò che ne rimane nel cofano della macchina, salite a bordo dell’auto, dirigetevi a tutta velocità verso il mare, saltate fuori dal veicolo al momento giusto e, mentre questo vola in acqua, sparategli contro tre o quattro colpi di pistola in modo da farlo esplodere. Il tasto F1 non va toccato!

Se poi non siete Steven Seagal e volete semplicemente dormire sonni tranquilli non incappando nell’ultima falla di sicurezza di XP, seguite la lista di consigli che Microsoft ha stilato in questo bollettino ed evitate di premere il tasto F1 della tastiera del computer quando un sito Internet ve lo chiede.

Potrebbe trattarsi di un trappola architettata da un malintenzionato per sfruttare la vulnerabilità della guida in linea di Windows scoperta dal ricercatore polacco Maurycy Prodeus qualche giorno fa e confermata dal colosso di Redmond.

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Google acquista Picnik, editor immagini online

Dal blog ufficiale di Google, il colosso dei motori di ricerca - e non solo - ha comunicato che ha acquistato Picnik, un editor online per la modifica delle proprie foto.
Per chi non conoscesse Picnik, esso è un servizio web gratuito che consente agli utenti di modificare le proprie foto con effetti speciali, font, forme, cornici e tanto altre funzionalità oltre alla possibilità di ritagliare, ridimensionare e ruotare le proprie immagini. Tutte queste operazioni sono effettuabili nel proprio browser e senza installare nessun client nel PC.

Di variazioni e modifiche del servizio web Google non ha parlato, ma ha promesso che si lavorerà per integrare nuove funzionalità.

Con Picnik, servizio senza registrazione (opzionale), si può anche importare le foto da modificare da diversi servizi come Picasa, Facebook, Flickr, dal PC e da altri siti web molto famosi, conosciuti ed utilizzati dagli utenti.

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Apple chiama in causa HTC per violazione di brevetto

Apple è sul piede di guerra. La società della mela accusa HTC di aver violato più brevetti di proprietà di Apple: i dispositivi "incriminati", prodotti dalla società taiwanese, sarebbero il "Nexus One", "Hero", il T-Mobile G1 ed il Droid Eris.

I brevetti citati da Apple riguardano, ad esempio, le procedure software che governano il transito dei messaggi attraverso proxy, la gestione multitasking, la distribuzione degli eventi ed altre operazioni che si concretizzano a livello del sistema operativo. Molti brevetti sono stati depositati da parte di Apple negli anni '90 mentre altri risalgono a tempi molto più recenti. Tra di essi ve ne sono alcuni al centro della vertenza legale con Nokia.

La società produttrice dell'iPhone contesta anche alcuni telefonini di HTC non basati su Android ma in questo caso il brevetto potenzialmente violato sarebbe uno solo e riguarderebbe le interfacce per la gestione dei segnali digitali.

Google, che sovrintende lo sviluppo del sistema operativo opensource Android, non è stato menzionato - neppure "en passant" -.

La denuncia di Apple nei confronti di HTC è stata presentata sia alla International Trade Commission che alla Corte Distrettuale del Delaware.

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Internet, Decreto Romani: approvato ma senza blog, siti e motori di ricerca

Il Decreto è stato definitivamente approvato, non contiente riferimenti a blog, siti o motori di ricerca

A seguito delle polemiche nate durante il periodo di approvazione (vedi notizia precedente), oggi il Consiglio dei Ministri ha definitivamente approvato il decreto Romani dedicato ai media televisivi e agli audiovisivi. Questo decreto è stato soggetto a molte obiezioni, non esclusivamente nate dalla Rete ma anche da Corrado Calabrò - il presidente dell'AgCom - che ha dichiarato il suo dissentire definendo questo decreto un vero e proprio filtro ad Internet.

Nella versione finale del decreto non ci sono riferimenti a blog, giornali online, motori di ricerca e giochi online, così è stato anticipato dal Ministero dello Sviluppo Economico. Gli obblighi fissati nella prima versione, per chiunque avviasse un'attività di pubblicazione di contenuti audiovisivi sul web, vengono a cadere. Il testo definitivo non è stato ancora reso pubblico, comunque sembra che tutte le restrizioni dedicate alla Rete, almeno quelle riguardanti la categoria amatoriale - tutti quei siti simili a YouTube e blog amatoriali, siano state rimosse.

Mentre per quanto riguarda i servizi commerciali che propongono contenuti audiovisivi online, ancora si attende la versione finale del decreto. Per i servizi su richiesta, diversi dalla TV ma con uno schema comunque predefinito, non ci saranno valutazioni preventive sui contenuti ma ci sarà una necessità di individuazione del soggetto che la richiede, come un'autorizzazione a trasmettere, con una semplice dichiarazione di inizio attività.

Il Ministero dello Sviluppo Economico fa riferimento anche a disposizioni - del decreto - che puntano a rafforzare la tutela dei minori, soprattutto per quanto riguarda la pornografia.

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PlayStation 3, Bug: risolto il problema dell'orologio

Il 28 febbraio: in tutto il mondo milioni di console si sono bloccate

Per le aziende giapponesi non c'è mai stato un periodo peggiore. Dopo i problemi ai pedali delle macchine Toyota è toccato anche alla console Sony più famosa del mondo. Un bug all'orologio interno ha causato il blocco di milioni di PlayStation 3 in tutto il mondo a partire dal 28 febbraio. La console considerava il 2010 anno bisestile, un errore grossolano naturalmente. Questo ha messo a rischio i salvataggi di tutti i giochi, fortunatamente Sony ha comunicato che il problema è stato risolto.
La grande società giapponese ha dichiarato sul blog della PlayStation di aver riparato il bug rilevato sui modelli meno recenti di PS3. Quando l'orologio interno ha iniziato a considerare il 2010 come anno bisestile, a partire dal primo marzo ha causato degli errori in alcune funzioni, Sony aveva invitato i giocatori a non usare la console per il tempo necessario a raggiungere la risoluzione del problema.

Il danno alla reputazione è stato non poco rilevante. Basta cercare su qualche blog e nei newsgroup frequentati dai giocatori, è facile trovare commenti contro la Sony da parte dei suoi clienti insoddisfatti. Il bug dell'orologio potrebbe aver danneggiato alcuni salvataggi delle partite cancellando ore e ore di divertimento e costringendo gli utenti a ricominciare da capo i loro giochi. E' comprensibile la disperazione dei genitori.

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Internet, USA: news online sempre più apprezzate

Pew Research ha effettuato uno studio che ha confermato una nuova tendenza: le news online sono sempre più apprezzate. Gli editori non hanno ancora scoperto come gestire il fatto a proprio vantaggio

Più news virtuali e meno giornali di carta. Questo è risultato da uno studio condotto da Pew Internet and American Life Project sulle fonti di informazioni più utilizzate negli USA.

Lo studio si è basato sulle delle intervistare ad un gruppo di duemila persone per confermare quello che già da qualche tempo si pensava: le news online attirano più lettori dei quelle su carta. Forse per una maggiore accessibilità o semplice abitudine ai nuovi mezzi d'informazione da parte dei più giovani, sta di fatto che solo i più grandi network televisivi riescono a sfidare la scalata delle Rete nella classifica. Il 61% degli intervistati dichiara di servirsi di Internet come fonte primaria di informazioni. Mentre - nonostante l'età - la radio è ancora il mezzo d'informazione preferito per il 54% delle persone intervistate.

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Recensione, Star Trek Online: la fantascienza che diventa realtà virtuale

Star Trek Online è il MMORPG di impronta Warcraftiana interamente dedicato al fantascientifico universo sci-fi creato da Gene Roddenberry oltre 40 anni fa

Prodotto da Atari e sviluppato da Cryptic Studios, il gioco andrà a svilupparsi nell'ambito di quella che, in termini televisivi, viene definita come Era Classica della saga, riproponendo per grandi linee le trame di una crisi intergalattica che vede la Federazione impegnata su più fronti: oltre a fronteggiare la costante minaccia dei Klingon, i suoi rappresentanti si ritrovano di fatti costretti a porre un freno all'avanzata dei temibili Borg, mentre popoli come i Kardassiani e i Romulani affrontano peraltro i periodi più oscuri della rispettiva esistenza.
In questo clima di caos pressoché totale, ogni giocatore avrà occasione di creare il proprio alter ego scegliendo se aderire alla causa della Federazione o a quella dell'Impero Klingon, scelta che lo porterà comunque ad intraprendere una carriera nei ranghi di un equipaggio, spianando al contempo la strada ad una serie più o meno infinita di avventure e combattimenti su larga scala...

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Informazione, Tg1: falsa notizia su processo Mills

Falsa notizia di assoluzione dell'avvocato David Mills scatena reazione su Facebook: più di 100.000 iscritti. Attese le scuse del direttore Minzolini

La rete è vigile sull'informazione dei media televisivi: sono più di 100.000 gli iscritti al gruppo di Facebook "La dignità dei giornalisti e il rispetto dei cittadini", raduno virtuale per denunciare la verità manomessa dal Tg1 del 26 febbraio 2010.

Alle 13.30 è stata data la notizia secondo la quale l'avvocato inglese David Mills - imputato per la vicenda "Berlusconi-Mondadori" - sarebbe stato assolto, Mills in realtà ha commesso un reato che però è caduto in prescrizione, questo avrebbe dovuto comunicare il Tg1 che invece ha parlato di assoluzione, la differenza non è poca.

Dopo una rettifica attesa inutilmente, Arianna Ciccone, conosciuta anche come l'organizzatrice del Festival  Internazionale del Giornalismo di Perugia, è passata all'azione cercando tutto il sostegno possibile da parte dei colleghi e dei semplici cittadini: ha deciso di farlo usando i social network.
Così è nato il gruppo su Facebook: una lettera indirizzata al presidente dell'Ordine dei Giornalisti Lorenzo Del Boca, al Direttore del Tg1 Augusto Minzolini e al Presidente della Rai Paolo Garimberti, sta ricevendo l'appoggio di decine di migliaia di iscritti e i consensi aumentano ogni secondo che passa.

Arianna Ciccone che è la prima tra i firmatari della lettera, chiede le scuse di Minzolini e la rettifica della notizia. Non si tratta di destra o sinistra, della legittimità o meno del direttore del Tg1 di esporre la sua linea editoriale, qui si tratta di deontologia professionale e della funzione fondamentale del giornalismo.

Ogni iscrizione vale una firma, la raccolta continuerà fino alle 13.30 di martedì 2 marzo. Si intende consegnare a mano, tramite una delegazione, tutte le adesioni raccolte tramite Facebook.
Aderire a un gruppo su Facebook non richiede fatica né impegno, per questo Arianna Ciccone invita a compiere una mossa ancora più incisiva: ogni firmatario potrebbe inviare una raccomandata, in questo modo il proprio consenso ha una possibilità in più di fare la differenza.

All'Ordine dei Giornalisti è già stato presentato un esposto contro il direttore del Tg1 dalla Società Pannunzio per la libertà d'informazione.

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Google, Web: libertà della persona

Sentenza sancisce una condanna penale per dirigenti ed ex dirigenti di Google: colpevoli di violazione delle norme sulla privacy

Condannati alcuni dirigenti ed ex-dirigenti di Google, sarebbero colpevoli di alcune violazioni delle norme sulla privacy. Non hanno impedito la pubblicazione su YouTube di un filmato in cui un minore affetto da sindrome di Down viene insultato dai compagni di classe.

La sentenza si sostituisce alle lacune delle normative rispetto al web, un settore ancora nuovo e in continuo cambiamento, basta pensare alla incredibile varietà di servizi nuovi e integrati fra loro messi a disposizione, come Google Latitude, Google Street View o Google Maps, se c'è qualcosa che viene a mancare, nonostante tutti i sistema automatizzati di censura e simili, è proprio la privacy. L'utilità di questi servizi è indiscutibile, per molti utenti della rete queste applicazioni sono considerate fra le più utili a disposizione, gratuitamente.

Nessuno si permetterebbe mai di discutere sull'immoralità di un gesto scorretto come quello ma, se non fosse stato per il Web, oggi meno gente sarebbe a conoscenza di cose come queste, cose che nelle scuole italiane sono all'ordine del giorno e avvengono all'insaputa dei genitori degli studenti e dei professori. I ragazzi colpevoli sono stati puntiti e questo è stato possibile sfruttando la tecnologia della rete. Giustizia è stata fatta comunque in entrambi i casi.

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Ginevra: ripartito al Cern l'acceleratore di particelle LHC

Il LHC - Large Hadron Collider - è di nuovo sulla sua strada. Il Primo raggio del 2010 è stato diffuso in ogni direzione questa mattina alle 04.10, fuso orario dell'Europa centrale

Sono stati numerosi i rinvii a causa di insicurezze e mal funzionamenti, nel settembre 2008, per il super acceleratore di particelle, ci furono più di due mesi di stop a causa di un collegamento non funzionante fra due magneti, fino ad oggi sono stati molti i ritardi a causa delle riparazioni, aggiornamenti e i lunghissimi tempi richiesti dai controlli.
Finalmente è tutto pronto per ripartire e già da questa mattina l'acceleratore ha iniziato a far circolare i primi raggi di particelle, il nuovo sistema di sicurezza è più complesso ma molto più efficace del precedente, questa probabilmente è la principale causa dei ritardi degli ultimi giorni, non sono pochi i controlli da effettuare su un capolavoro di ingegneria lungo 27 chilometri.

Microsoft, Botnet: mossa definitiva distrugge Waledac

Mossa definitiva da parte di Microsoft contro uno dei network campioni della diffusione di spam. Waledac è stata finalmente distrutta, ora è solo questione di fare pulizie

Waledac, una delle botnet spargitrici di spam più dannose in circolazione sulla rete - parente stretto di Conficker - è stata definitivamente decapitata tramite un'operazione legale e di investigazione informatica. Lo ha annunciato Microsoft fornendo dettagli sull'iniziativa e promettendo di ripulire anche i pezzi restanti dei network malevoli in mano al crimine informatico.

L'azione condotta segreto per cogliere i criminali di sorpresa, ha avuto come oggetto una causa legale contro i gestori di Waledac. I legali della Microsoft hanno fatto in modo che la decisione della corte avesse un effetto immediato sui centri di comando e controllo della botnet, chiedendo al giudice di mettere fuori servizio 277 domini .com riconducibili a Verisign - usati per gestire il network - e inviare ordini di aggiornamento per i PC zombie con le versioni aggiornate degli anti-malware.

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Windows Mobile, Skype: non disponibile

Skype: la versione per Windows Mobile non è più accessibile per il download.

I produttori di Skype spiegano che Skype Lite e Skype per Windows Mobile non erano più in grado di offrire il massimo di un esperienza Skype. L'azienda che ha progettato uno fra i più diffusi client VoIP ha completamente scartato i due programmi progettati per gli smarphone con il sistema operativo della Microsoft.

Il download dei programmi non è più disponibile, chi ha già scaricata può continuare ad utilizzarli comunque, ma Skype avvisa che la qualità del servizio sarà notevolmente inferiore.

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Google, Facebook: anche i commenti di stato nei risultati di ricerca

Il più famoso social network entra nel mondo di Google, i risultati delle ricerche saranno aggiornati in tempo reale

Google, nelle sue ricerche indicizza anche i social network. La sua lista che già comprende Twitter e MySpace, comprenderà anche Facebook. Rimangono ancora tanti altri social network - come NetLog - ma questo è comunque un grande passo avanti. Sarà possibile eseguire ricerche su messaggi di stato modificati in tempo reale. Dal punto di vista tecnologico, è interessante la possibilità di catalogare continuamente gli aggiornamenti e informazioni di Facebook, aggiornando lo stato degli utenti regolarmente, Google non si impone proprio nessun limite.
Per via dell'enorme quantità di dati da catalogare, Twitter ha ridotto la massima lunghezza delle stringhe digitabili e si è adattato fin da subito ai motori di ricerca.

Tutto sarà organizzato da Google che ha già fatto pratica con Social Search disponibile solo nel Labs, quell'area dedicata alle applicazioni ancora in fase di sperimentazione. In attesa dei risultati che si avranno con questa innovazione, Facebook ha già brevettato la tecnologia che fornisce in modo dinamico "un feed di notizie" riguardo un qualunque utente di un social network, praticamente un servizio che aggiorna i nostri profili con continuità. Questo brevetto potrebbe essere sfruttato come mezzo di pressione nei confronti della concorrenza, a iniziare proprio da Google.

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