Sono state approvate le modifiche allo schema del decreto che non riguarderà più l web, eccetto i contenuti so richiesta; sull'AGCOM scaricata la responsabilità per i nuovi siti
Il decreto Romani non tratterà i siti web, non ci sarà nessun controllo di prevenzione sui contenuti audio e video online, non si può paragonare il web alle tv tradizionali, mentre valido il controllo solo per i servizi su richiesta.
I blog, siti di streaming - come YouTube e MetaCafè - e i motori di ricerca sono esclusi dalla normativa e non saranno toccati. La responsabilità passa dai provider - che ospitano contenuti di terzi - ai singoli utenti, saranno questi ultimi a doverne rispondere.
Alle radici delle polemiche e le critiche da parte della stessa AGCOM e degli utenti di Intenet, c'è una definizione "più precisa" di contenuti multimediali audiovisivi, il decreto Romani proponeva di applicare anche ai siti Internet la politica delle TV tradizionali, sottoponendoli ai controlli di attuazione delle normative europee.
Su Internet gli utenti non sono solo utilizzatori ma anche distributori di contenuti, questa è la grande differenza tra internet e le emittenti TV.